Quando leggiamo un libro, guardiamo un film o uno spettacolo teatrale, stiamo guardando una storia, una “Narrazione”: eventi, concetti e personaggi raccontati e rappresentati da attori, sceneggiatori e registi per NOI, il PUBBLICO. Se invece pensiamo ai giochi, dagli scacchi ai giochi da tavolo ai moderni giochi per computer, questi sono attività di intrattenimento in cui i giocatori interagiscono fra di loro per sfidarsi e divertirsi assieme. Il “Gioco di Narrazione” unisce questi aspetti: un Narratore fa da regista e sceneggiatore, e racconta una Storia ad un pubblico di giocatori, che interagiscono fra di loro e con lui, per modificare la Storia e cercare di raggiungere i loro obiettivi. I giocatori e il Narratore COOPERANO per creare una storia interessante e divertente per tutti e l’obiettivo della Narrazione è di divertirsi raccontando una storia interessante, e magari imparare qualche cosa di nuovo sul mondo, su noi stessi e sui nostri amici.
Il NARRATORE è la persona che ha la capacità e la voglia di “sceneggiare” e curare la regia della storia che si giocherà. Avendola creata, avrà più potere su di essa rispetto agli altri giocatori, dato che ne conosce i retroscena, ma è anche responsabile del divertimento di tutti e di far funzionare la storia.
Gli altri giocatori invece creeranno e interpreteranno uno o più PERSONAGGI della storia, di cui guideranno le azioni interpretandoli e “calandosi nella parte”, ma non solo, influenzeranno anche il mondo di gioco attraverso i loro personaggi e la rete di relazioni che si creano attorno a questi: i loro amici, alleati, persino i loro nemici personali...
L’interazione fra Background della storia, decisioni del Narratore e scelte dei giocatori e dei loro personaggi, rende ogni storia e situazione unica come nella vita reale, e permette realmente di “Plasmare” i mondi di gioco in un modo unico.
Si gioca seduti comodamente attorno ad un tavolo, con qualche matita, le “schede dei personaggi” (ne trovate una da fotocopiare in questo stesso manuale) e una manciata di DADI a 10 facce.
Ognuno interpreta il proprio personaggio e racconta la storia narrando le vicende e le azioni che questi compie. Ogni singola “scena” della narrazione, come una tavola di un fumetto o il capitolo di un libro, racconta un pezzetto della trama, e tutte le scene assieme compongono una singola storia. Un insieme di Storie collegate giocate dagli stessi personaggi e Narratore viene chiamato di solito la “Narrazione” o “Saga”.
Il Narratore deve farsi carico di inventare i retroscena della storia o di prenderne una già fatta e di creare un cast di personaggi secondari (detti PNG, o “Personaggi Non Giocanti”) da contrapporre e fare interagire con i personaggi guidati dai giocatori, e detti PG (Personaggi Giocanti). Ad ogni sessione di gioco, il Narratore inizia a raccontare una Scena della storia come se fosse quella di un film: descriverà ai giocatori cosa sta succedendo, chi è presente e interpreterà i personaggi secondari e i loro dialoghi. Ogni cosa verrà raccontata dal punto di vista dei Personaggi, dicendo ai giocatori quello che vedono e sentono, le sensazioni che hanno. I giocatori interpreteranno quindi i loro personaggi e descriveranno le loro azioni e parole. Quindi il Narratore deciderà come reagiscono i PNG, come si evolve la situazione, e cosa succede in generale. Questo fino alla conclusione della scena, che cambia di inquadratura e si sposta in un altro luogo o in un altro momento. Immaginate il Narratore come un regista e uno scenografo che interpreta anche tutti i personaggi per cui non ci sono “attori”. Questo è in sostanza lo svolgimento di un gioco di narrazione.
I Signori del Fato però è un sistema di Narrazione Epica Cinematografica, in cui i giocatori non devono limitare la loro fantasia e possono far compiere ai loro PG azioni grandi ed epiche. Il sistema di gioco quindi, cerca di dare grande importanza alla narrazione, mantenendo la casualità come fattore del “Fato” che permette alle storie di essere imprevedibili ed emozionanti. Persino le scelte etiche e morali dei giocatori influenzano il sistema, e l’azione viene vissuta come se fosse sempre inquadrata dall’occhio di una telecamera: il sistema “Narrativo-Epico”, è creato sia per rendere nel dettaglio le scene importanti che per rendere il “grandangolo” delle scene di background, ma sempre concentrandosi sul racconto prima che sui tiri di dado.